"Noi, le ragazze di Silvio" dai cadeaux di Villa Certosa a Giuseppe D’Avanzo: parla Elisa Alloro
Il tormentone veline lanciato da Veronica Lario ha travolto anche lei. Ma Elisa Alloro, classe 1976, non ci sta e dà alle stampe l'instant book "Noi, le ragazze di Silvio"(Aliberti, 9.90 euro), dove difende le donne dallo stigma bellezza=incompetenza.
Nella quarta di copertina si descrive così: "[Di]origini fieramente emiliane, giornalista pubblicista, poetessa, sperimentatrice nel campo delle nuove tecnologie, con un passato e un presente televisivo, sono una donna dalle idee chiare che accetta le sfide di buon grado, quando si presentano, solo se in gioco ci sono il merito, la competenza, l'inventiva che nel contesto politico europeo si traducono nella concreta conquista di ogni singola preferenza". Elisa Alloro era una delle aspiranti candidate alle Europee al corso di Via dell'Umiltà per le Europee poi "trombata", giornalisticamente parlando, come scrive nella quarta di copertina. Ha tentato la candidatura anche alle amministrative di Reggio Emilia ma non è stata eletta. Noi l'abbiamo intervistata.
Partiamo dal sottotitolo del tuo libro: "Lettera a Veronica Lario". Hai avuto qualche riscontro dopo la pubblicazione da parte sua o del premier?


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